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domenica 11 settembre 2016

Banche dati Disabili Gravi

Su change.org mi è stata segnalata questa petizione, che ho firmato volentieri e che giro anche a voi. E' la richiesta di 

Creazione di Banche Dati Comunali dei Disabili per Soccorsi Immediati in Casi di Emergenza

Alla luce della tragedia del terremoto avvenuto in Italia il 24 agosto 2016, chiediamo che venga stilato un elenco di tutte le persone con disabilità di ogni comune italiano, affinché nessuno di essi rischi di essere dimenticato o non salvato o non aiutato come dovuto. Un disabile potrebbe trovarsi impossibilitato a chiedere aiuto, a sentire un richiamo, a vedere una luce. Una persona con disabilità difficilmente potrà liberarsi da solo in caso di calamità naturali o di altri disastri e difficilmente potrà essere salvato da chi non ha mezzi opportuni. Se gli Organi dello Stato preposti e tutti i Comuni saranno in possesso di un elenco interattivo, sempre aggiornato, dei disabili residenti, dei luoghi dove essi si trovano e del tipo di disabilità, sarà più facile raggiungerli e salvarli. Siamo certi che il nostro appello sarà accolto e l'attuazione di questa misura di emergenza permetterà ai soccorritori di non trovarsi impreparati e di salvare più vite possibili. Grazie. 

Se volete firmarla e farla girare andate su change.org al seguente link


Noi, caregivers familiari

Amici cari e caregiver,
occuparsi di una persona care che non sta bene per una grave disabilità, per una malattia è un carico enorme, che spesso conduce a tagliare i ponti con le proprie vite precedenti.
Si deve dire arrivederci a lavoro, amici, svago e cura del proprio corpo e della propria anima. Perchè se è vero che da una parte fa tanto bene dedicarsi con amore ad un'altra persona, dall'altra, spesso, ci si sente soli e si dice:" e a me, chi ci pensa?" e spesso la risposta è nessuno, nemmeno noi stessi. Perchè il tempo che abbiamo a disposizione per il nostro benessere psicofisico è pari a zero. Notti comprese. Perchè le persone di cui ci prendiamo cura, non è che, magicamente, di notte, stanno meglio. E la cosa peggiore che possiamo fare è quella di non staccare la spina nemmeno un attimo per riprendere fiato. E si entra in un loop di estraneità al mondo che ci fa comportare da automi, che hanno una serie di compiti da eseguire dalla mattina alla sera senza mai un'interruzione. Tagliamo i ponti con amici e parenti, che, diciamoci la verità, spesso spariscono volontariamente in meno di un battito di ciglia dalle nostre vite e, il brutto, che, senza rendercene conto, corriamo il rischio di tagliare i ponti anche e soprattutto con la persona che amiamo di più e per cui abbiamo deciso di annullarci totalmente. Ad un certo punto non siamo più mamme, figlie, mogli, nipoti, ma diventiamo esclusivamente automi. E, nel tempo, se non ci risvegliamo da questo limbo robotico doloroso, finiremo per odiare proprio le persone che amiamo di più, quelle di cui ci stiamo prendendo cura.
Quando arriviamo a questo punto dobbiamo correre ai ripari (prima sarebbe meglio) e non ci dobbiamo assolutamente vergognare di chiedere aiuto.
Esistono tanti servizi territoriali di cui parleremo in altri post, cui possiamo rivolgerci per noi e per i nostri cari e sono i vari servizi disabili, il CAD, Il comune, gli assistenti sociali. Insomma isolarci non serve a un granchè e peggiora di molto la situazione  e il carico che abbiamo sulle nostre spalle.

Una cosa buone è che per noi, esistono corsi (fruibili anche quasi totalmente online) e un disegno di legge del Senato per riconoscere la nostra figura.


Dal disegno di legge 2266 del Senato 
Legge quadro nazionale per il riconoscimento e la valorizzazione delcaregiver familiare


L'Italia ad oggi è uno dei pochi paesi in Europa dove non è stata riconosciuta professionalmente e tutelata da un punto di vista previdenziale, sanitario e assicurativo la figura del caregiver familiare.
Con il termine caregiver familiare si designa colui che volontariamente e gratuitamente si prende cura di una persona cara consenziente in condizioni di non autosufficienza, a causa dell'età, di una malattia, di una disabilità. Le prestazioni sono rese a titolo gratuito, in funzione di legami affettivi.
Prendersi cura di un proprio familiare è una scelta d'amore che deve essere valorizzata e sostenuta dallo Stato. Il caregiver familiare deve farsi carico dell'organizzazione delle cure e dell'assistenza; può trovarsi, dunque, in una condizione di sofferenza e di disagio riconducibili ad affaticamento fisico e psicologico, solitudine, consapevolezza di non potersi ammalare, per le conseguenze che la sua assenza potrebbe provocare, il sommarsi dei compiti assistenziali a quelli familiari e lavorativi, possibili problemi economici, frustrazione.
Queste persone vivono in una condizione di abnegazione quasi totale, che compromette i loro diritti umani fondamentali: quelli alla salute, al riposo, alla vita sociale e alla realizzazione personale.
L'impegno costante del caregiver familiare prolungato nel tempo può mettere a dura prova l'equilibrio psicofisico del prestatore di cure ma anche dell'intero nucleo familiare in cui è inserito.
Secondo quanto emerso dalle ricerche condotte su questo delicato tema, i caregiver familiari, logorati da un carico assistenziale senza pari, sono stati costretti nel 10 per cento dei casi a chiedere il part-time o il telelavoro e nel 66 per cento a lasciare del tutto il lavoro.
Il Premio Nobel 2009 per la medicina, Elizabeth Blackburn, ha dimostrato che i caregiver familiari hanno una aspettativa di vita fino a 17 anni inferiore alla media della popolazione.

SIA INPS

Cosa è il SIA dell'INPS?

L'INPS con circolare n. 133 del 20/07/2016 ( e seguenti) che è possibile leggere qui      ha stabilito l'erogazione di un sussidio economico a famiglie in condizioni economiche disagiate, nelle quali siano presenti minorenni, figli disabili o donne in stato di gravidanza accertata, dal nome SIA (SUSSIDIO INCLUSIONE ATTIVA). 



Il sussidio è subordinato ad un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa predisposto dai servizi sociali del Comune, in rete con i servizi per l’impiego, i servizi sanitari e le scuole nonché con soggetti privati ed enti no profit. Il progetto coinvolge tutti i componenti del nucleo familiare e prevede specifici impegni per adulti e minori sulla base di una valutazione globale delle problematiche e dei bisogni. L’obiettivo è quello di aiutare le famiglie a superare la condizione di povertà e riconquistare gradualmente l’autonomia. Il decreto affida ai Comuni la gestione operativa delle domande ed il relativo accoglimento/diniego, mentre l’Istituto è chiamato ad effettuare i controlli delle posizioni dei soggetti richiedenti per verificare il possesso dei requisiti richiesti. I cittadini interessati saranno infatti tenuti a presentare la domanda direttamente al proprio Comune di appartenenza che, successivamente, provvederà ad inoltrarle all’Inps, ai fini della verifica automatica delle condizioni previste dal decreto (ISEE, presenza di eventuali altre prestazioni di natura assistenziale, situazione lavorativa ecc.) e della conseguente disposizione dei benefici economici, che saranno erogati dal Gestore del servizio attraverso una Carta precaricata.


Da quando è possibile presentare domanda?
A partire dal 2 settembre 2016  e fino al 31 ottobre 2016 sarà possibile presentare il modulo di domanda che  può essere ritirato presso il Comune di residenza, ed è altresì scaricabile dal portale dell’Istituto e dal sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali o cliccando qui

A quanto ammonta il SIA?
E comunque il beneficio economico che viene concesso, con cadenza bimestrale risulta essere in relazione alla composizione del nucleo familiare beneficiario, secondo la seguente ripartizione: 

NUCLEO FAMILIARE IMPORTO MENSILE (€) 

1 membro                 80 
2 membri                160 
3 membri                240 
4 membri                320 
5 o più membri          400 

Chi può richiedere il SIA?

I cittadini italiani o comunitari o stranieri con permesso di soggiorno a lungo periodo e che siano residenti in Italia da almeno due anni, che abbiano un reddito ISEE inferiore a 3000,00 eu, e che non abbiano acquistato un veicolo immatricolato negli ultimi 12 mesi. Nella famiglia ci deve essere un figlio minore o disabile o una donna in fravidanza e non si deve usufruire di altri sostegni economici

fonti: INPS